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La ipTv può diventare una gabbia Seeweb punta tutto sul multicast

    Francesca Tarissi intervista su Affari&Finanza di Repubblica del 18 Giugno 2007 il nostro ceo su alcuni argomenti "caldi" come la televisione su internet

    Seeweb è una società romana specializzata in piattaforme di Hosting, Housing, Colocation e Content Delivery. Una realtà molto interessante che, recentemente, ha deciso di aumentare la capacità di banda presso il Consorzio NaMeX, l'Internet Exchange Point con sede nella Capitale, ed anche di partecipare ad un progetto sperimentale sul multicast. Abbiamo chiesto maggiori dettagli al suo amministratore delegato, Antonio Baldassarra.

    «Il NaMex di Roma spiega Baldassarra è un punto dinterscambio di traffico neutrale, ossia un punto in cui gli operatori si scambiano traffico a costi contenuti, sulla base della convenienza reciproca. In tutto il mondo esistono accordi per punti neutrali con scambio di banda al di fuori delle politiche di mercato. Nel NaMex partecipiamo anche ad una serie di sperimentazioni».

    Per esempio?

    «La più interessante riguarda il multicast, cioè il sistema di trasmissione che consente lo scambio audiovideo. Se la rete è ben implementata, non cè un numero massimo di ascoltatori, possono essere anche milioni. Il multicast si presta per le trasmissioni radiotelevisive in tempo reale su Internet».

    Parla dell'IpTv?

    «Assolutamente no. Tutti i grandi operatori stanno vendendo canali televisivi insieme alla banda larga. Ogni operatore organizza i propri contenuti e li rende fruibili ma solo ai propri utenti. Al contempo rende difficoltoso per quegli stessi clienti, seguire i contenuti altrui. L'idea che si vuol far passare è che per vedere la televisione su Internet ci voglia qualcosa di particolare. Ma non è assolutamente vero: la tv in Rete si vede benissimo se la rete funziona e supporta la banda».

    Come il multicast?

    «Esattamente. Il concetto dell'IpTv è un concetto interno all'operatore. YouTube, che è una Web tv, è aperta a tutti. L'IpTv è un modello destinato a naufragare, perché lutente naviga per vedere ciò che vuole e non quanto imposto da altri. L'idea del multicast invece è che, attraverso gli operatori, si possano trasmettere contenuti audiovideo a quanti più soggetti possibili. Noi, per esempio, mettiamo a disposizione dei canali sperimentali. E nel progetto col NaMex, in corso da gennaio, ci sono già dei canali attivi, tra cui la Tv della Camera dei Deputati, Sitcom con Sitcom.tv e Inroma, che propone video musicali originali, privi di diritti d'autore e anche con materiale creative commons. Conclusa la sperimentazione, vogliamo ospitare nei nostri data center Seeweb dei flussi televisivi neutrali slegati dagli operatori».

    Affari&Finanza di Repubblica - Giugno 2007


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